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Blog :: News

 Weekend con il morto continua...


Autore : Sylfaen
Categoria : News
Venerdì, 19 Agosto 2011 - 18:00

Viaggia con la bara sul sedile:
«Così punisco un politico»

Un sogno e un voto contro l’ex sindaco. Avvistato sulla A4 dagli automobilisti, segnalato alla stradale, è un sessantacinquenne di Marcon che ha chiesto aiuto alla Madonna

fonte: Alice D'Este 18 agosto 2011 corrieredelveneto.corriere.it

VENEZIA — L'uomo che nelle scorse settimane ha fatto fare le corna - e altri gesti non raccontabili - a mezzo Veneto è Ivano De Marchi, un 65enne di Marcon. Te lo vedevi sfrecciare accanto, all'improvviso, con la sua Mercedes cabrio blu scuro. Un signore brizzolato, sulla sessantina, occhiali da sole inforcati, guida sicura. Solo che, accanto a lui, nel posto del passeggero, c'era una bara. E non un modellino, una bara vera e propria, in legno. Che spuntava tra cerchi in lega ultimo modello dalla silhouette armonica della vettura sportiva lanciata a 130 chilometri orari in autostrada. Lo hanno incontrato in molti, durante la scorsa settimana, nelle corsie della A4 sia in direzione Vicenza che in direzione Venezia (dove svoltava verso il litorale). Qualcuno ha rallentato per filmare la scena e caricarla su Youtube. Qualcun altro invece l'ha superato preoccupato che, visto l'insolito compagno di viaggio, anche la guida dell'uomo fosse da film horror. Ma tant'è, nonostante gli sguardi stupiti e le segnalazioni alla polizia stradale da una decina di giorni, i viaggi di Ivano De Marchi non si fermano. «E siamo solo ad un decimo di quelli che devo fare». Te lo racconta ridendo, poi si fa improvvisamente serio in volto: «Ho fatto un voto, alla Madonna di Monte Berico. Mille viaggi con la bara nella macchina verso mille chiese del Veneto. E la madonna di Monte Berico farà per me quello che non posso fare con le mie mani, se non voglio rovinarmi». L'astio di Ivano de Marchi è per il sindaco di Marcon. Quello del 1988 però. Che per dare il via alle bonifiche della zona di San Liberale gli ha fatto smontare la pista da motocross che aveva costruito nel 1985, il Motoclub Marcon. Lasciando dov'era, però, il maneggio li accanto.

Vent'anni e passa di odio, cresciuto e sedimentato fino a superare un limite. Quello della realtà. Vent'anni di tentativi inutili di riaprire il Motoclub. Vent'anni di «maledizioni» sussurrate a denti stretti (e non solo). Fino al gesto eclatante delle ultime settimane. «Quella volta glie l'ho promesso - dice De Marchi appoggiando il bicchiere d'acqua frizzante sul tavolo - lui al telefono mi ha detto: devi togliere tutto, se non lo fai tu lo farò io, ti spiano la pista. Provaci e "te copo", gli ho detto io. Solo che la settimana dopo lui l'ha fatto veramente. Una mattina ho trovato tutto distrutto. Ora sono io a dover mantenere la promessa». Seduti al tavolo con lui la moglie e il figlio 42 enne. Ridono. Annuiscono. Come se Ivano stesse leggendo la lista della spesa. Nessuno stupore, ormai, dopo vent'anni ci si abitua a tutto. «Non voglio farlo però - continua De Marchi - e la settimana scorsa mi è apparsa la soluzione in sogno. La Madonna di Monte Berico mi ha detto che se avessi fatto mille viaggi con una bara in macchina, quella persona l'avrebbe fatta sparire lei. Speriamo che lo faccia, non voglio dover mantenere la promessa con le mie mani». L'inquadratura è da film. Gli occhi che si accendono di Ivano, la moglie che si avvicina al rubinetto di casa. «Altra acqua?» dice. Il figlio che apre la porta e fa uscire il cane: «Abbaia un po' troppo per seguire la storia bene» e si risiede. Nessuno batte ciglio. Nessuno muove un muscolo. Se non per annuire. Dopo il sogno, la notte del 3 agosto, la vita di Ivano è cambiata. Ha cominciato a prepararsi. Ha cercato una bara «L'ho presa usata - dice (e chissà cosa intende) — da un amico.

Ho pagato 500 euro. Altrimenti costano molto di più. Non sonomatto, fa impressione anche a me. Quando guido non la vedo, però ecco, quando mi fermo averla vicino mi fa molto strano». E anche i suoi viaggi sono sistematici. Ha cominciato dal litorale, facendo tutta la zona balneare. È passato per le chiesette di Eraclea, Bibione, Grado, Aquileia. E ora si sposterà nella parte occidentale del Veneto. Quando si muove sale in macchina. Guida guardando davanti a sé fino alla chiesetta prescelta. Scende, entra e prega (per la causa), poi si segna i dati del numero civico e le coordinate in un grande libro che sta preparando e che sarà parte del voto e riparte. «Ne mancano molte, ma in qualche settimana dovrei farcela - dice De Marchi di nuovo sorridente - speriamo bene». Scoperchia la bara, mostra la lettera che ha scritto come ex voto alla Madonna. Poi sale e, parcheggia la Mercedes in garage. La bara la lascia per terra. Come fosse un oggetto qualsiasi. Nel mondo reale, però, ci sono numerosi episodi e segnalazioni accumulate per atti simili. Dalla sera in cui salì su una gru minacciando di buttarsi giù per protestare contro chi aveva dichiarato l'illegittimità del suo impianto definendolo fuori legge, a quando davanti al municipio di Mogliano si sedette su tre casse di benzina minacciando di darsi fuoco se non gli fosse stata revocata una multa per eccesso di velocità. Girare con una bara in auto, a questo punto, sembra davvero una cosa da nulla.

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